Glauco se ne stava sulla branda tentando di familiarizzare con la penombra ma, avendone viste fin troppe di cose non chiare, era troppo suscettibile per riuscire a rilassarsi e dormire di botto. Così, i fantasmi che lo avevano in custodia fecero presto ad arrivare per tormentarlo. Non aveva mai avuto vita facile con quegli esseri inquieti e dalle mille facce strane. Scrutò il soffitto per tentare di scacciarli e iniziò a porsi degli interrogativi. Il treno delle due e trenta passò puntuale sotto la finestra con il suo carico di anime tremolanti, facendo oscillare le pareti della casa. Hai voglia a credere a tutti quei progetti, a quei tentativi per continuare a fare quello che avevi sempre fatto. Ogni sforzo è inutile se il destino non ha l'intenzione. Persino ritrovare dentro di sè quello slancio furioso è complicato. Mentre un angoscia profonda lo prendeva si sentii sempre più solo. Bisogna cadere in piedi, pensava, ma con l’età ad un certo punto la musica che hai dentro finisce. E non ha più voglia di ballare con la vita. Nel buio si era giocato pure quel po’ di sonno ristoratore. Assopirsi con tutti quei dubbi, quelle paure, quegli enigmi che gli rimbalzavano nella mente, non era per niente facile.
