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giovedì 23 maggio 2013

Buon compleanno Paz!


C’era un volta un ragazzo che si era innamorato di un genio, un genio che si esprimeva attraverso dei pennarelli, pennelli, chine e matite e trasformava i propri disegni in opere vive e le lettere in frasi nuove, squillanti

Questo ragazzo riusciva a vivere storie non sue grazie alle prodezze del genio, quando le leggeva si perdeva dentro talmente tanto da far fatica a tornare alla realtà

Il genio abitava questa terra ma il ragazzo sapeva che questa terra non sarebbe bastata al genio, che il genio la soffriva

Così un giorno il genio decise di abbandonarla lasciando il ragazzo solo, senza storie in cui perdersi

Il ragazzo all’inizio si sentì perso, abbandonato ma risucì a diventare adulto con la consapevolezza di avere avuto un’enorme fortuna che pochi posso raccontare in una vita: aver conosciuto un genio, aver letto, raccolto e tramandato le sue storie, per sempre...

Quel genio si chiamava Andrea Pazienza.

Buon compleanno Paz...

C[h]erotto













sabato 16 giugno 2012

La pazienza ha un limite,
Pazienza no


Il 16 giugno del 1988 a Montepulciano si è conclusa la brevissima apparizione su questa terra di uno dei più grandi artisti italiani del novecento, la sua arte era il fumetto e il suo nome era Andrea Pazienza. Come recitava l'intestazione di Frigidarie (vedere foto sopra) del numero di Luglio 1988 "Morto un genio NON se ne fa un altro".
Nel 1982 ebbi la fortuna di ammirarlo per un pomeriggio intero mentre lasciava mini capolavori del disegno sui alcuni volumi appena acquistati dai suoi aficionados. Tempo fa ho creato e cercato di portare avanti un blog personale dedicato al Paz dove si possono trovare vignette, storie e altro. Vi lascio con un video che rappresenta un'esibizione 'live' del grande Paz.

lunedì 30 aprile 2012

Saluti ad Alice


ANTEFATTO: verso le 11 di sera del 12 Marzo, in radio ci sono una ventina di compagni, tra cui Flebo, Turbominchia e Bananastorta; si discute della bravata di Turbo che ieri mattina ha fischiato dietro al passaggio della Granduchessa Diosiacontè, in Piazza Purgatorio, proprio davanti al Palazzaccio. Tutti sanno che il Granduca si incazza come una bestia se qualcuno gli tocca la sua compagna: solo Turbo poteva fare una minchiata del genere. Adesso tutti i compagni temono una rappresaglia delle armate del Granduca contro la radio.
Naturalmente tutti i compagni danno dello stronzo a Turbo, che però si difende dicendo di non aver riconosciuto la Granduchessa, ma tutti sanno perfettamente che Turbo sta mentendo e che se dipendesse da lui, visto che una gonna è una gonna e se anche dentro ci fosse sua zia, meriterebbe comunque una mano sul culo o almeno un apprezzamento che inizia con "Bella fi" e finisce con "ga".