sabato 30 marzo 2013

Ciao Dutur

Quando cominciò la “fase operativa” del Controfestival alla parola Trash, riaffiorarono alla mente, istantanei, un paio di “personaggi” musicali: il piantatore di pellame e il maiale.
Non ero in preda a fumi di nessun tipo. Semplicemente, da bambina impazzivo quando vedevo Cochi e Renato, spesso accompagnati da quel tipo strampalato con gli occhiali dalla montatura che sembrava rubata alla scatola gioco del Rischiatutto, che li accompagnava alla chitarra.
Suonavano e cantavano cose che, alle mie orecchie, risultavano completamente senza senso, assurde.
Ieri, in una grigia e noiosa giornata di una stramba primavera, Enzo Jannacci, il tipo strampalato che suonava la chitarra, verso sera se ne è andato. Non ha incontrato più l’Armando…
Con “i scarp del tennis”, la giacca un po’ stropicciata e l’impermeabile ora starà suonando da qualche parte con un altro della compagnia, Giorgio Gaber, il Signor G.
…io sono in imbarazzo nel scegliere qualcosa che possa sintetizzare l’intelligente pazzia del dottor Jannacci che quando cantava, con quel suo biascicare, sembrava l’ultimo rimasto della compagnia uscita dal “trani” (tipica osteria milanese). Oggi, sicuramente, ovunque, imperverseranno le sue canzoni più famose: io lascio questa clip de “Il maiale”, a chi legge, la voglia, spero, di ritrovare (o scoprire) le tante, belle cose che ci ha lasciato il dottor Jannacci Vincenzo detto Enzo.

Cristina

2 commenti:

nella ha detto...

Non lo dimenticheremo facilmente!

Irriverent Escapade ha detto...

Cara Nella, la fortuna degli artisti è che le loro opere gli sopravvivono..