martedì 28 agosto 2012

JCVD - Nessuna giustizia

JCVD - Nessuna giustizia
(Belgio, Lussemburgo, Francia 2008)
Regia: Mabrouk El Mechri
Cast: Jean-Claude Van Damme, Zinedine Soualem, François Damiens, Karim Belkhadra, Jean-François Wolff, Anne Paulicevich, François Beukelaers, John Flanders
Genere: reality fiction
Se ti piace guarda anche: Essere John Malkovich, Super, Senza esclusione di colpi

Prima che me lo chiediate, sì: mi sono sottoposto volontariamente alla visione di un film con Jean-Claude Van Damme.
Era già successo prima, che vedessi una qualche pellicola (?) con il suddetto attore (???). Si è trattato di Street Fighter, ma allora facevo tipo le scuole medie e mi avevano trascinato a vederlo perché il videogioco era troppo figo e a quei tempi era troppo figo anche solo dire troppo figo e comunque il film era una merda totale lo poteva capire anche un ragazzetto delle medie che di cinema non ne capiva una cippa e che continua a non capirne una cippa ma sul fatto che Street Fighter il film faccia pena non aveva dubbi allora e non ha dubbi nemmeno adesso.
Ho visto un altro film, un altro pezzo di film con Van Damme mentre mi trovavo in nave, una manciata di anni fa. Non so quale film fosse. C’era lui in carcere che faceva a botte con dei tizi. Ho per caso detto la trama di un qualsiasi film con Van Damme? Inutile aggiungere che mi è venuto un terribile mal di mare, che probabilmente non era vero mal di mare ma solo mal di Van Damme.
Poi mi è capitato di vedere qualche spezzone qua e là di qualche suo successo (?) cinematografico (???), provando una antipatia istantanea e fulminea quanto il suo calcio rotante.
Non so, a me gli eroi action non sono mai stati simpatici. Fondamentalmente, perché non sanno recitare. Capisco che sei bravo a fare a botte o te la cavi bene con le arti marziali o con le armi o con tutte queste cazzate cose combinate insieme, però se sei un attore devi anche saper recitare. Prendiamo John Travolta: John Travolta è un ottimo ballerino però sa pure recitare. In Pulp Fiction ne ha data splendida dimostrazione, sia di capacità nel recitare che nel ballare. Spesso in altri film non l’ha fatto in maniera fenomenale, magari, però sa recitare. Tra gli eroi action, guarda caso il mio prediletto è allora un altro volto che appare nel citato Pulp Fiction: Bruce Willis.
Ma Jean Claude Van Damme, come on, non è un attore. Sarà anche un karate kid così come io sono un cannibal kid, ma un attore?
Per dimostrare a gente birbona e criticona come me di esserlo, intendo non necessariamente “un bravo attore”, ma solo e semplicemente “un attore”, Van Damme ha girato un film d’autore, o che almeno vorrebbe essere un film d’autore così come Van Damme vorrebbe essere un attore, o così come io vorrei essere un blogger rispettabile, ma in tutti e tre i casi mi sa che c’è andata male.
A me, come blogger rispettabile, però lasciamo perdere. Quella è un’altra storia.
A Van Damme, che qui mena meno calci del solito peccato che il suo livello recitativo resti sempre bassissimo, proprio come la sua statura. JCVD in questo film si conferma essere un personaggio, diciamo persino un’icona se vogliamo giocare al poliziotto buono, o diciamo una macchietta se vogliamo fare il poliziotto cattivo. Ma un attore, proprio no.
E non va troppo bene nemmeno al film, che si salva, è guardabile, ha qualche spunto interessante, persino una manciata di idee originali, però non segnala un nuovo grande autore all’interno del panorama cinematografico belga (perché, esiste un panorama cinematografico belga?).

La cosa comunque sorprendente è che ho trovato un film con Van Damme nemmeno malaccio. Diciamo passabile, prima che qualcuno pensi mi sia sciroppato il cervello o, peggio, sia stato convertito al fordismo (http://whiterussiancinema.blogspot.it/). Giammai.
JCVD - Il film parte da uno spunto folle, quasi alla Essere John Malkovich. Solo che in quel caso essere John Malkovich, entrare nella sua testa e nella vita, anche solo per 15 minuti, è visto come un qualcosa di importante, come un grande onore, mentre qui essere Jean Claude Van Damme è vista come una cosa piuttosto ridicola e da sfottere alla grande.
E qui viene anche il pregio maggiore dell’opera, se così la vogliamo chiamare, ovvero quella di essere assai ironica. Meno male, perché laddove il film cede a qualche momento pseudo serio le cose vanno davvero male. Come quando Van Damme si estranea dal contesto e apre il suo cuore in un’autoconfessione che vorrebbe essere toccante e profonda e invece precipita nel comico, complice il fatto che Jean Claude proprio non sa recitare. Nemmeno nella parte di se stesso, e in questo ricorda i Costantino & Daniele del troppo tragico Troppo belli (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/08/troppo-brutti.html). Fino a che Van Damme interpreta Van Damme-l’icona, tutto bene quindi, ma quando prova a recitare nella parte di Van Damme-l’uomo, davvero non ci siamo. Che non sia davvero un uomo, ma solo un’entità astatta, un po’ come Chuck Norris?


La trama del film, che ancora non ne abbiamo parlato? Jean-Claude Van Damme si trova all’interno di un ufficio postale mentre questo viene rapinato da una gang di rapinatori, ridicoli assai.
Beh, e qual è la novità? È la trama di un action classico classico. Cosa c’è qui di particolare?
C’è che Van Damme interpreta (come detto nemmeno troppo bene) la parte di se stesso e quindi i rapinatori lo usano a loro favore, fingendo che sia lui il rapinatore di turno. Quando si diffonde la notizia che Van Damme la superstar (?) del Belgio ha dato di matto, pare per via della spinosa causa di affidamento della figlia, fuori dall’ufficio postale si raggruppa uno stuolo di suoi fan. Sì, avete capito bene: in pratica un esercito di Mr. James Fords scatenati. Aaargh!
Il film offre il suo volto più interessante soprattutto all’inizio, grazie a questo spunto piuttosto originale. Qua e là cerca poi qualche altra idea, non riuscendo però a trovarla e finendo per essere un heist film (un film de rapina, per parlà come magno), abbastanza tipico, con tanto di trattative tra criminali e polizia. Il tutto con la variante impazzita di Van Damme nella parte di se stesso.
E allora, la pellicola è promossa grazie alla valida idea di partenza e a un buon livello di ironia generale, da cui lo psycho nano Van Damme (il cui volto ormai è una maschera inquietantemente simile proprio a quella di Berlusconi) ne esce sbeffeggiato e deriso, ma ne esce comunque piuttosto bene.
Come personaggio, come karateka e, se vogliamo, come icona. Ma come attore no. Come attore davvero non ce la fa. Nemmeno quando deve interpretare se stesso.
(voto 6/10)

Cannibal Kid

2 commenti:

MrJamesFord ha detto...

Un plauso, per una volta, al fatto che non solo tu abbia visto un film con Van Damme, ma che lo abbia anche tutto sommato sopportato.

Testimonianza della grandezza di una pellicola che è in tutto e per tutto autoriale, dal piano sequenza d'apertura al concetto alla Essere John Malkovich.

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

sì, autoriale nelle intenzioni.
meno nei risultati.
l'unica testimonianza qui presente è quella della grandezza di cannibal kid :D